Storia

Il dolcevita nell’armadio dei sogni

Una sera del 1924 lo scrittore Noël Coward aprendo il giornale nella sua casa di Londra scopri di aver dato inizio ad una nuova moda di maglioni colorati ad alto collo. Il maglione collo alto che aveva protetto gli uomini di mare durante le intemperie era improvvisamente divenuto un simbolo di moda.

Nella sua memoria ‘‘Present Indicative’’ Coward sostenne di aver indossato il collo alto piu’ per esigenze di confort che di estetica nel corso delle sue attivita’ sportive. Tuttavia, poiche il capo sembrava esotico e sensuale piu’ adatto alle occasioni mondane che a quelle formali si diffuse presto e divenne il capo piu indossato dai giovani studenti universitari dell’epoca.

Durante la seconda Guerra mondiale venne indossato frequentemente dai Soldati americani e britannici impegnati a combattere nel mare la minaccia nazista.

Successivamente, Audrey Hepburn rese ancora piu’ celebre questo pullover sul set di Funny Face, la sua interpretazione di una donna bohemian vestita con un tacco basso nero, pantaloni aderenti e collo alto nero divenne un momento indelebile di moda in cui il nostro dolcevita riusciva a comunicare una immagine distinta ed elegante.

Sommando l’immagine guerriera ed intellettuale, durante gli anni Settanta il collo alto fu utilizzato come uniforme delle femministe, donne intellettuali ed impegnate nella lotta per l’affermazione della propria visione di societa’.

Piu’ recentemente, il collo alto e’ divenuto un capo di abbigliamento non convenzionale, da usare pero’ in occasioni formali. Questa evoluzione si deve anche alla scelta di stile fatta dall’imprenditore visionario Steve Jobs, che rese il collo alto un elemento essenziale della sua uniforme di lavoro, con la quale il creativo americano esprimeva un desiderio di distinzione e di riconoscimento all’esterno della sua capacita’ di saper guardare oltre gli schemi della realta’ circostante.

Il dolcevita e’ entrato ovviamente anche nel gusto e nello stile italiani, intellettuali  come Indro Montanelli, il giornalista autodefinitosi anarchico conservatore, lo indossava in eleganti ensemble che comunicavano le stesse idee di cui i suoi testi erano intrisi : narrativa bohemiene rivoluzionaria mescolata alla tradizione dando nell’intento di rinnovarla.

 Personaggi celebri come Virna Lisi,  simbolo di eleganza e grande amante del mondo dello sport, lo ha indossato frequentemente  e cosi pure Sandra Mondaini, una donna il cui nome e’ stato sempre legato ad importanti attivita’ di volontariato ed all’impegno costante nel sociale. 

Fabiana Filippi non ha potuto perdere, dunque, l’appuntamento con questo indumento ed eccolo riproposto in pregiati tessuti ed innovativi design ed accostamenti di colore per conferire alla donna che lo indossa l’immagine di eleganza, grinta ed originalita’ intrinseci allo spirito di questo brand e che Bianchini ha scelto per le proprie clienti.

Bianchini ve lo propone da indossare con un pantalone di viscosa in velvet per far rivivere la storia bohemiene ed intellettuale del capo, il collo, essendo inoltre un accessorio separato, puo’ essere reclinato sulle spalle o momentaneamente rimosso dal maglione. Il color block realizzato a tine forti e contrapposte esalta la storia del dolcevita.

Un’altra proposta ha un’impronta decisamente piu’ romantica e sensuale, il total look in tinte chiari e suadenti e’ composto da una maglia in cashmere, seta e lana con una trama leggera avvolto da un cardigan in alpaca dal design animalier, un anfibio alto nero in pelle di Carmens Padova sdrammatizza il look e conferisce grinta ad una donna forte e consapevole della sua femmilinita’.